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	<title>Dedrisproject.com - Blog</title>
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	<description>il blog della community appassionata di internet e tecnologia</description>
	<pubDate>Mon, 18 Aug 2008 13:11:06 +0000</pubDate>
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		<title>Creare un blog web 2.0 con RSS</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Aug 2008 13:11:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel corso degli ultimi anni il mondo del Web 2.0 ha visto consolidarsi alcune tendenze che, ormai, costituiscono uno standard di fatto per quanto riguarda la progettazione di sistemi di comunicazione efficace on-line. Tra queste tendenze se ne segnalano alcune che, se pur basate su prerogative essenzialmente tecnologiche, hanno dei risvolti editoriali di grande impatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso degli ultimi anni il mondo del Web 2.0 ha visto consolidarsi alcune tendenze che, ormai, costituiscono uno standard di fatto per quanto riguarda la progettazione di sistemi di comunicazione efficace on-line. Tra queste tendenze se ne segnalano alcune che, se pur basate su prerogative essenzialmente tecnologiche, hanno dei risvolti editoriali di grande impatto sul mondo della comunicazione via web.</p>
<h4>Tendenze in atto</h4>
<p>Innanzitutto il passaggio dai siti statici istituzionali ai blog aggiornati con frequenza con contenuti che provengono dal basso costituisce una realt&#224; affermata ormai a livello mondiale. Grazie alla possibilit&#224; di utilizzare piattaforme di pubblicazione per blog - quasi sempre gratuite &#8211; di semplice utilizzo chiunque &#232; in grado di mettere in piedi un blog che, con gli opportuni accorgimenti, pu&#242; ottenere grande risonanza. In questo ambito, &#232; indubbio come Wordpress sia da considerarsi come la piattaforma open source di blogging che meglio riesce a interpretare le emergenti necessit&#224; dei blogger e del Web 2.0.</p>
<p>In secondo luogo, lo sviluppo di una forma di sindacazione dei contenuti come gli RSS (o altri standard simili basati su XML) ha introdotto l&#8217;idea che il contenuto sia indipendente dalla sua forma di visualizzazione. Oggi, grazie agli RSS, &#232; infatti possibile generare contenuti che possono essere ripresi, ri-vestiti e ripubblicati in svariate altre forme. Allo stesso modo, oltre a poter pubblicare contenuti distribuibili in modalit&#224; ben diverse da quelle del classico sito o portale, &#232; diventato uso comune il riutilizzo di contenuti individuati in altre fonti all&#8217;interno dei propri progetti di comunicazione on-line.</p>
<p>Per finire, l&#8217;emergere di modelli di business legati a iniziative editoriali on-line basate sulla riduzione di costi (e sforzi) redazionali, sulla constatazione che ottimi contenuti sono gi&#224; disponibili on-line e su una raccolta pubblicitaria ancora di matrice tradizionale in cui il numero di accessi &#232; proporzionale alle entrate pubblicitarie, porta a sperimentare metodologie di progettazione per i blog di stampo non tradizionale.</p>
<h4>Soluzioni tecniche ed editoriali</h4>
<p>Sintetizzando questi tre aspetti, con la finalit&#224; di elaborare soluzioni tecnologiche che permettano di mettere in piedi progetti editoriali in linea con le tendenze evidenziate, sono stati recentemente sviluppati dei sistemi basati su plugin di Wordpress pensati per &quot;ripubblicare&quot; automaticamente post gi&#224; realizzati da altre persone.</p>
<p>Ovviamente chiunque abbia mai messo le mani su un blog ben sapr&#224; come tutte le piattaforme consentano di pubblicare feed RSS in diverse modalit&#224; e come esistano numerosi plug-in pensati appositamente per gestire al meglio queste fonti di informazione. Tuttavia esistono soluzioni pi&#249; specifiche che permettono di importare in maniera automatica i post pubblicati anche come RSS e aggiungerli al database di un blog realizzato in Wordpress in modo da popolare il blog in tempo reale senza dover impegnarsi in alcuna attivit&#224; redazionale. </p>
<p>Tra le varie soluzioni disponibili, il plugin <a href="http://devthought.com/wp-o-matic-the-wordpress-rss-agreggator/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/devthought.com');">Wp-o-matic</a> costituisce un punto di riferimento significativo per chiunque voglia realizzare un blog con contenuti autogenerati.</p>
<h4>Wp-o-matic</h4>
<p>Dal punto di vista tecnico, Wp-o-matic non presenta alcuna difficolt&#224; di installazione o gestione delle funzionalit&#224; abilitate.</p>
<p>L&#8217;installazione, cos&#236; come qualsiasi altro plug-in per Wordpress, avviene copiando via FTP la cartella di Wp-o-matic all&#8217;interno della cartella dei plugin presente nell&#8217;installazione su server di Wordpress. Una volta copiati i file, baster&#224; attivare Wp-o-matic selezionando l&#8217;apposito controllo nel menu <strong>Plugin</strong> del nostro blog e, successivamente, passare alla configurazione del servizio. </p>
<p>Dopo aver attivato il plugin, comparir&#224; un messaggio cliccabile nella pagina di amministrazione<a href="http://www.dedrisproject.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/feed2.jpg"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" height="229" alt="feed2" src="http://www.dedrisproject.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/feed2-thumb.jpg" width="374" align="right" border="0" /></a> del blog che porta alla pagina di configurazione. Tale pagina sar&#224; poi resa sempre disponibile sotto il menu <strong>Opzioni</strong> nel sottomenu <strong>WP-o-Matic</strong>. Dopo aver superato la schermata con le configurazioni tecniche di base del programma (per rendere totalmente automatica l&#8217;importazione dei post l&#8217;unica difficolt&#224; riscontrabile consiste nell&#8217;impostare un &quot;cron job&quot; con intervallo temporale predefinito che si occupa di leggere e aggiungere al database di progetto i post esterni senza interventi manuali, funzionalit&#224; per altro non indispensabile) possiamo impostare le fonti e definire i criteri di elaborazione delle informazioni.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Wp-o-matic prevede l&#8217;impostazione di campagne multiple, dove per campagna si intende un flusso di post che vengono letti da una o pi&#249; fonti RSS e importati applicandovi alcuni attributi propri del nostro blog quale il nome dell&#8217;autore da cui risulter&#224; essere stato scritto il post, la categoria del blog all&#8217;interno della quale saranno inseriti e altri parametri pi&#249; di dettaglio. </p>
<p>Per selezionare fonti RSS non dobbiamo fare altro che individuare gli indirizzi che puntano al file XML del servizio editoriale on-line del quale vogliamo utilizzare i contenuti e inserirlo in una delle righe a disposizione nel pannello <strong>Feeds</strong>. Il sistema verifica automaticamente se il feed &#232; stato correttamente interpretato dal sistema, evento segnalato da un simbolo grafico verde. Qualora il feed non venisse riconosciuto, si pu&#242; tentare un passaggio intermedio attraverso servizi dedicati come Feedburner che, solitamente, &#232; perfettamente in grado di leggere tutti i feed presenti on-line e di trasformarli in feed standard facilmente leggibili da Wp-o-matic.</p>
<p>Passando poi al pannello <strong>Categories</strong> abbiamo accesso alla configurazione del &quot;punto di collocazione&quot; dei feed impostati per quella campagna. Per intenderci, se vogliamo realizzare un blog con 10 categorie distinte che trattano di diversi temi, possiamo impostare 10 campagne che prelevano da fonti indipendenti tra loro i contenuti e li archiviano in una specifica categoria a seconda delle impostazioni indicate in questa fase. </p>
<p>Altrettanto importante &#232; definire le opzioni del menu <strong>Options</strong> dove, per esempio, possiamo scegliere se utilizzare la data di importazione per i feed o mantenere quella dei feed originali, quale, tra quelli gi&#224; registrati, sar&#224; l&#8217;autore del nostro blog a cui vengono attributi i post importati e ogni quanto tempo effettuare la verifica cronologica degli aggiornamenti. </p>
<p><a href="http://www.dedrisproject.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/feed1.jpg"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" height="198" alt="feed1" src="http://www.dedrisproject.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/feed1-thumb.jpg" width="368" align="left" border="0" /></a>Come emerge da questa prima rapida analisi delle sue funzionalit&#224;, si tratta di un plug-in altamente configurabile e che costituisce un prodotto maturo e solidamente strutturato per automatizzare la pubblicazione delle notizie di un blog e realizzare servizi a valore aggiunto come, per esempio, rassegne stampa on-line attraverso Google News. Qualora, infatti, si riuscissero a reperire feed che per argomento sono in linea con le nostre finalit&#224; editoriali, si disporrebbe di un valido strumento di generazione di contenuti.</p>
<p>Nel caso poi si volessero personalizzare ulteriormente i feed RSS disponibili on-line, si potrebbe, per esempio, passare per soluzioni intermedie come il potentissimo Yahoo Pipes che consente di modellare con estrema versatilit&#224; i feed RSS presenti in rete in modo da estrarne, aggregarne e rielaborarne i contenuti secondo le regole da noi impostate.&#160; </p>
<p>Prima di lanciarsi nella realizzazione di blog autogenerati, occorre per&#242; fare molta attenzione ad alcuni aspetti legali. Al contrario di quanto si potrebbe pensare, non &#232; sufficiente la pubblicazione di contenuti attraverso la modalit&#224; degli RSS per permetterne la ripubblicazione su altri progetti in maniera cos&#236; completa come avviene con wp-o-matic. Ogni progetto editoriale prevede infatti regole che vanno osservate nel momento in cui si decide di sindacarne i contenuti. Come si vede, per esempio, dalla nota pubblicata nella pagina degli RSS di ANSA, potrebbero esistere dei limiti legati all&#8217;utilizzo commerciale dei feed in altri progetti. Per concludere, va sempre ricordato come un sistema automatico di questo tipo non permetta di controllare direttamente cosa sar&#224; pubblicato sul nostro blog, di conseguenza &#232; bene scegliere accuratamente le fonti e monitorare con continuit&#224; i contenuti presenti.</p>
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		<title>Tutorial - Creare un Feed RSS</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Aug 2008 13:05:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Tutorial]]></category>

		<category><![CDATA[Tutorial Php]]></category>

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		<description><![CDATA[La prima risposta &#232; quella classica dei maniaci del codice a mano: basta il Blocco Note. Giusto. RSS &#232; in fondo un formato testuale, ma non &#232; certamente la strategia pi&#249; efficace.
La produzione di un feed, infatti, &#232; sempre collegata ad un sistema di gestione dei contenuti, anche il pi&#249; semplice, e con esso deve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La prima risposta &#232; quella classica dei maniaci del codice a mano: basta il Blocco Note. Giusto. RSS &#232; in fondo un formato testuale, ma non &#232; certamente la strategia pi&#249; efficace.</p>
<p>La produzione di un feed, infatti, &#232; sempre collegata ad un sistema di gestione dei contenuti, anche il pi&#249; semplice, e con esso deve integrarsi. Prendete come esempio lo stesso HTML.it. Ogni giorno pubblica articoli e tutorial, arricchisce le diverse sezioni del sito, ci fornisce le ultime notizie del settore. Oltre che attraverso le pagine di questo sito, alcuni di questi contenuti vengono automaticamente distribuiti tramite i <a href="http://xml.html.it/articoli/leggi/98/produrre-e-distribuire-un-feed-rss/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/xml.html.it');">feed RSS</a>.</p>
<p>Per rispondere a criteri di efficienza, il processo di pubblicazione e distribuzione dovrebbe rispondere ad una serie di requisiti minimi:</p>
<ul>
<li>essere automatico </li>
<li>fornire sempre la versione pi&#249; aggiornata di quanto viene pubblicato sul sito </li>
<li>dotare il feed di metadati essenziali ma significativi </li>
</ul>
<p>Detto questo, ho pensato di elaborare alcuni scenari possibili. Per ciascuno saranno fornite indicazioni su strumenti e soluzioni da adottare. Torneremo con altri articoli sull&#8217;analisi dettagliata di alcune di esse.</p>
<h4>Il blogger</h4>
<p>Marco &#232; un appassionato di programmazione e tecnica web. Vuole mettere su un weblog personale con l&#8217;idea di farlo diventare una e-zine aggiornata quotidianamente con news e approfondimenti. Essendo un po&#8217; fanatico delle ultime novit&#224; del web publishing, non vuole in alcun modo rinunciare ad un feed RSS per il proprio sito. Perch&#233;? </p>
<ol>
<li>Per consentirne la lettura con i news aggregator </li>
<li>Per poter facilmente distribuire le news su altri siti </li>
</ol>
<p>Il sistema che cerca dovrebbe essere facilmente personalizzabile (a partire dal layout), semplice da gestire, con buone funzioni di archiviazione. Il feed RSS dovrebbe essere prodotto e aggiornato automaticamente, al momento stesso in cui clicca sul pulsante &quot;Pubblica&quot; del suo software.</p>
<p>La scelta &#232; difficile solo per l&#8217;ampiezza dell&#8217;offerta. I due prodotti pi&#249; popolari e potenti sono comunque <a href="http://radio.userland.com/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/radio.userland.com');">Radio Userland</a> e <a href="http://www.movabletype.org/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.movabletype.org');">Movable Type</a>. Diversi sotto molti aspetti, ma senz&#8217;altro lo stato dell&#8217;arte in questo ambito particolare. Hanno tutto quello di cui Marco ha bisogno. Il primo &#232; distribuito in Italia da <a href="http://www.evectors.it/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.evectors.it');">Evectors</a>, il secondo &#232; alla base della piattaforma di <a href="http://blog.clarence.com/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/blog.clarence.com');">Clarence Blog</a>. Ci sarebbero anche i prodotti di Pyra Labs - Google, quelli della famiglia <a href="http://www.blogger.com/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.blogger.com');">Blogger</a>. Ma la produzione automatica di feed RSS &#232; ancora in fase di beta testing e solo per la versione Pro (a pagamento). Per ora, non se ne fa niente.</p>
<p>Le alternative alla coppia Radio - MT sono molte e spesso valide. Alcuni sono gratuiti, altri no. Alcuni offrono lo spazio su cui pubblicare, menter altri richiedono un proprio server. Mi limito a citare <a href="http://www.pivotlog.net/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.pivotlog.net');">Pivot</a>, <a href="http://www.livejournal.com/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.livejournal.com');">LiveJournal</a>, <a href="http://noahgrey.com/greysoft/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/noahgrey.com');">Greymatter</a>. Il nostro Marco rischia di perdere la testa tra tante opzioni? No. Si possono trovare delle tabelle comparative, il consiglio &#232; quello di andare comunque a verificare i requisiti tecnici e le caratteristiche direttamente sui siti dei produttori. </p>
<p> <span id="more-275"></span><br />
<h4>Il bibliofilo senza RSS</h4>
<p>Alessandro &#232; un bibliofilo. Ama leggere e scrivere su quello che legge. Per anni ha avuto la sua pagina sul web e si &#232; conquistato un buon numero di fedeli lettori.. A un certo punto decide di adottare anche lui un sistema di publishing automatico e semplificato, sul modello dei software per weblog. Tutto bene. Ma molti lettori gli chiedono dove sia il suo feed RSS. Dopo un momento di panico, si informa e scopre che il suo sistema non lo produce automaticamente. Scopre anche che esistono dei sistemi per creare feed RSS a partire da una pagina HTML (procedimento detto <strong>scraping</strong>). Si tratta di script o applicazioni che analizzano il codice della pagina, tentano di estrapolare i dati significativi e generano il feed. &#200; quello che offrono servizi come <a href="http://www.voidstar.com/rssify.php" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.voidstar.com');">RSSify</a> di Voidstar. Comodi, sicuramente, e meglio che niente, ma pieni di problemi: presentano bug nella gestione di XML e dei caratteri, forniscono in genere feed molto spartani e non essendo personalizzabili, hanno spesso metadati poco significativi.</p>
<h4>La giornalista</h4>
<p>Laura &#232; una giornalista, ama il web ed &#232; diventata la responsabile del sito Internet del suo giornale, un quotidiano a diffusione provinciale. Si &#232; messa in testa di dotare il sito di un feed RSS. La sua idea &#232; semplice:</p>
<ol>
<li>Distribuire facilmente le news sui siti di informazione turistica della zona. </li>
<li>Consentire ai lettori di leggere titoli e sommari con un news aggregator </li>
</ol>
<p>Il sistema di gestione dei contenuti &#232; dei pi&#249; semplici. Un database di Access che contiene tutti gli articoli. Laura non vorrebbe stravolgere tutto. Che fa? Deve trovare un sistema per far generare il feed a partire dal database. Visto che usa la classica combinazione server Windows - Access - ASP, potrebbe usare gli script illustrati in questi articoli (<a href="http://www.purplepages.ie/site/articles/article.asp?faq=6&amp;fldAuto=76" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.purplepages.ie');">Purple Pages</a>, <a href="http://www.aspitalia.com/liste/usag/script.aspx?ID=444&amp;Search=rss" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.aspitalia.com');">ASPItalia</a>), o fara una visita al sito <a href="http://asprss.com/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/asprss.com');">ASPRss</a>.</p>
<p>Nella stessa situazione si trova Gianni. Lui ha un sito di informazione musicale, ma ama l&#8217;Open Source e perci&#242; tutto gira su Apache - PHP - MySQL. Niente problemi. Anche per questa configurazione esistono <a href="http://lowendmac.com/tech/php16.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/lowendmac.com');">soluzioni molto valide</a>.</p>
<p>Il procedimento qui illustrato &#232; molto meglio dello scraping su pagine HTML fatto da sistemi alla RSSify. Consentono infatti di avere un output migliore e personalizzabile a piacimento.</p>
<h4>Lo smanettone</h4>
<p>Luigi &#232; il classico smanettone ed &#232; uno che vuole sempre andare controcorrente. Prendete il sistema visto in precedenza, quello dello scraping usato da Alessandro. L&#236; si parte da una pagina HTML per arrivare al feed RSS. Bene. Luigi far&#224; il contrario. Lui prima fa un bel feed, poi, a partire da quello, costruisce la pagina HTML. Vediamo come.</p>
<p>Usa <a href="http://rssxpress.ukoln.ac.uk/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/rssxpress.ukoln.ac.uk');">RSS-xpress</a>, un servizio creato presso l&#8217;Universit&#224; di Colonia. Consente di creare un canale con 15 item. La prima volta che lo usa clicca sul pulsante &quot;<strong>New</strong>&quot; e viene indirizzato a <a href="http://rssxpress.ukoln.ac.uk/edit.cgi?mode=&amp;rss_url=" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/rssxpress.ukoln.ac.uk');">questa pagina</a>. Partendo da zero, non inserir&#224; nulla nel campo &quot;<strong>RSS Url</strong>&quot;. Comincer&#224;, invece, a inserire i dati sul canale e sui vari item. Nei campi &quot;<strong>Description</strong>&quot; potr&#224; anche inserire tag HTML. Quando avr&#224; finito, un bel click sul pulsante &quot;<strong>Save</strong>&quot; in alto. Si aprir&#224; una finestra di dialogo che chieder&#224; il salvataggio del file in locale, sul proprio disco. Ecco il feed. La seconda volta, quando cio&#232; dovra aggiungere nuovi item, caricher&#224; col pulsante &quot;<strong>Load</strong>&quot; il feed, inserendo il suo URL, e lo risalver&#224;. Ovviamente, questo meccansimo, richiede che ad ogni salvataggio in locale, il feed venga messo sul proprio server con FTP o altri sistemi.</p>
<p>Un po&#8217; macchinoso, senz&#8217;altro. Ma Luigi si diverte. Come si diverte a trovare sistemi per trasformare il feed in HTML. Li prova tutti: XSLT, PHP, Perl. Tutto &#232; possibile, a patto di avere un buon parser XML sul server. Ci torneremo in altri articoli.</p>
<p>Qualunque sia il metodo di creazione ricordatevi una cosa importante. &#200; buona norma inserire nella home page di un sito dotato di feed RSS un tag specifico, utile per gli agenti dei news aggregator. Basta inserire tra i tag &lt;head&gt; e &lt;/head&gt; una semplice istruzione:</p>
<p><em><strong>&lt;link rel=&quot;alternate&quot; type=&quot;application/rss+xml&quot; title=&quot;RSS&quot; href=&quot;URL_del_feed_RSS&quot;&gt;</strong></em></p>
<p><em><strong></strong></em></p>
<h4>Mostrare i contenuti di un feed RSS</h4>
<p>Quest&#8217;ultimo scenario ci proietta nell&#8217;ultima parte dell&#8217;articolo, Una volta creato un feed RSS o avendone a disposizione uno qualunque, preso magari su <a href="http://www.syndic8.com/feedlist.php" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.syndic8.com');">Sindyc8</a> (la pi&#249; completa directory di feed esistente), cosa posso e devo fare per distribuirlo e consentirne la visualizzazione? Il modo pi&#249; semplice &#232; usare un lettore ad hoc, un news aggregator. Ma per ora ci concentriamo su soluzioni e semplici metodi per incoroporare il contenuto di un feed all&#8217;interno di una pagina web.</p>
<p>Il problema nasce dalla natura stessa di RSS. Essendo basato su XML, per visualizzarlo in un comune browser bisogna prima sottoporlo ad un paresr e quindi trasformarlo in HTML. Le opzioni sono tantissime. Si pu&#242; fare con qualsiasi linguaggio.</p>
<p>Insieme al processo di trasformazione, va valutato anche quello di inclusione nella pagina HTML. In <a href="http://webdesign.html.it/articoli/leggi/69/come-includere-codice-esterno-nelle-pagine-web/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/webdesign.html.it');">Come includere codice esterno nelle pagine web</a> di HTML.it, troverete un&#8217;ottima introduzione alle principali tecniche di inclusione di contenuto esterno. Visto che si tratta di un articolo introduttivo, vi propongo qui la soluzione pi&#249; breve e semplice.</p>
<p>Adam Curry ha predisposto uno strumento eccellente, l&#8217;<a href="http://publish.curry.com/rss/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/publish.curry.com');">RSS Box viewer</a>. Procedete in questo modo. Questo &#232; l&#8217;URL del feed con le ultime 5 webnews pubblicate su HTML.it (sono quelle che trovate anche nella homepage del sito): <strong>http://www.html.it/news.xml</strong>. Copiatelo. Andate sul sito dell&#8217;<a href="http://publish.curry.com/rss/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/publish.curry.com');">RSS Box viewer</a>. Nella casella &quot;<strong>URL</strong>&quot; incollate l&#8217;indirizzo del feed. Personalizzate le opzioni di visualizzazione (colori, font, larghezza, etc). Se desiderate mostrare solo i titoli delle news, spuntate l&#8217;opzione &quot;<strong>Compact view</strong>&quot;. Click su &quot;<strong>Submit</strong>&quot;. La pagina verr&#224; ricaricata e a sinistra vedrete un&#8217;anteprima del vostro box. Se tutto vi piace, posate lo sguardo sulla casella Javascript include. Copiate il codice e incollatelo nel codice della vostra pagina o del template, nella posizione in cui volete che appaia il box. Fatto. I pi&#249; bravi potranno ulteriormente personalizzare colori e font con i CSS. La stessa cosa potrete farla con qualunque feed RSS e potrete inserirne nella stessa pagina anche pi&#249; di uno. Non sapete dove trovare canali? Beh, quelli di HTML.it li trovate nella pagina dedicata agli <a href="http://xml.html.it/articoli/leggi/261/dal-feed-rss-al-tuo-sito/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/xml.html.it');">Feed RSS </a>. Se poi volete l&#8217;imbarazzo della scelta fate un salto su <a href="http://www.newsisfree.com/sources/bycat/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.newsisfree.com');">News is Free</a> o <a href="http://www.syndic8.com/feedlist.php" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.syndic8.com');">Syndic8</a>. L&#8217;URL dei feed lo copiate facendo click destro sulle icone arancioni o blue con la scritta XML o RSS. </p>
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		<title>Cambiare i DNS per evitare i blocchi dei siti internet</title>
		<link>http://www.dedrisproject.com/blog/cambiare-i-dns-per-evitare-i-blocchi-dei-siti-internet/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 16:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[ecco gli ip dei DNS liberi , senza&#160; blocchi senza censure per un internet libero
DNS PRIMARIO :&#160;&#160;&#160;&#160; 208.67.222.222DNS SECONDARIO : 208.67.220.220
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			<content:encoded><![CDATA[<p>ecco gli ip dei DNS liberi , senza&nbsp; blocchi senza censure per un internet libero</p>
<p>DNS PRIMARIO :&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; 208.67.222.222<br />DNS SECONDARIO : 208.67.220.220</p>
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		<title>Pirate Bay : Oscurato in Italia</title>
		<link>http://www.dedrisproject.com/blog/pirate-bay-oscurato-in-italia/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 15:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre l’opinione pubblica e tutta spostata per la questione delle olimpiadi in Cina, in italia, si sta operando per l’ennesima operazione di censura ai danni della rete.
Dopo i siti di scommesse è i presuti siti di materiale pedopornografico (il sito del love boy day, non conteneva quel genere di materiali, rendendo per tanto il blocco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Mentre l’opinione pubblica e tutta spostata per la questione delle olimpiadi in Cina, in italia, si sta operando per l’ennesima operazione di censura ai danni della rete.</h4>
<p>Dopo i siti di scommesse è i presuti siti di materiale pedopornografico (il sito del love boy day, non conteneva quel genere di materiali, rendendo per tanto il blocco illegale), adesso tocca ai siti che fanno tracking dei torrent. Nel caspo specifico, come da titolo, Pirate Bay, risulta inaccessibile da quasi tutti gli ISP italiani. Infatti dopo aver fatto capitolare Colombo-bt cercando di far tacere tutto, hanno impostato il blocco contro la baia dei pirati. </p>
<p>Le informazioni sono ancora poco dettagliate. Si dice che il GIP della polizia di bergamo abbia mandato un fax verso tutti gli ISP italiani per oscurare l’accesso a Pirate Bay. Putroppo non ho ancora trovato una copia del fax in questione quindi la cosa va presa con le pinze.<br />Però una cosa che si può tranquillamente riscontare è che il livello di censura varia a seconda del fornitore di servizi internet. C’è chi blocca a livello DNS l’accesso al sito, mentre altri arrivano ad oscurare l’indirizzo IP, rendendo inutile l’utilizzo di DNS alternativi. </p>
<p>Ovviamente la baia, non sta ha guardare: Oltre ad aver cambiato l’indirizzo IP del propio sito, hanno fatto un domino esclusivo per gli italiani, ovvero <a href="http://labaia.org" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/labaia.org');">labaia.org</a>. C’è da fare presente che Pirate bay, non è solo un sito per il bittorrent, ma ha anche due servizi gratuiti e senza censure, come <a href="http://bayimg.com/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/bayimg.com');">bayimg</a> e <a href="http://baywords.com/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/baywords.com');">baywords</a>. Attulmente solo il primo nominato risulta inaccessibile. Non vi dico il classico “usate OpenDNS” e affini, perchè molti altri hanno già detto questo. La cosa grave è come l’italia cerchi di addottare la censura contro internet per l’ennesima volta. Chi sà se LastKnight ne parlerà&nbsp; Comunque è bello sapere, che ci considerano uno stato fascista, poi se è vero che il Gip è quello di bergamo, sono doppiamente “felice” perchè almeno non perdono il tempo con chi ha la coda di paglia inzuppato di benzina! </p>
<p><strong>PICCOLA NOTA DELLE 14:05:<br /></strong><em>Lastknight si è <a href="http://www.lastknight.com/2008/08/10/thepiratebay-e-deficienza-italiota/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.lastknight.com');">pronuciato sulla vicenda</a>. Le sue parole suonano strano dopo quello che ha combinato. </em> </p>
<p>Fonti:<br /><a href="http://www.downloadblog.it/post/7489/thepiratebay-irraggiungibile-in-italia" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.downloadblog.it');">Downloadblog sull’argomento</a><br /><a href="http://www.p2pforum.it/forum/showthread.php?t=326538" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.p2pforum.it');">p2pforum, dove è iniziata la disccusione</a><br /><a href="http://www.hardrockblog.it/2008/08/09/aggirare-il-blocco-di-the-pirate-bay/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.hardrockblog.it');">Un Blog dove parla della questione</a><br /><a href="http://www.neohw.com/forum/web-e-servizi/4233-thepiratebay-oscurato-dai-provider-italiani-ecco-come-fare.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.neohw.com');">Un’altro forum, dove spiega anche come usare OpenDNS</a><br /><a href="http://labaia.org/blog/123" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/labaia.org');">Il Blog della baia, che da la notizia, “Fascist state censors Pirate Bay”</a><br /><a href="http://www.nntp.it/fan-marco-ditri/1368629-bloccato-pirate-bay.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.nntp.it');">Qualcuno che ha notato la cosa il giorno prima</a></p>
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		<title>Morti Bianche , il nuovo libro di Beppe Grillo</title>
		<link>http://www.dedrisproject.com/blog/morti-bianche-il-nuovo-libro-di-beppe-grillo/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Aug 2008 13:11:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Un essere umano esce di casa per andare a lavoro: per sostentare se stesso e la propria famiglia. La sera dovrebbe farvi ritorno sano e salvo. Questa dovrebbe essere la norma, ma spesso non &#232; cos&#236;, ecco perch&#233; &#8220;Morti Bianche&#8221;, &#232; una sorta di testamento senza beneficiari, anzi con familiari che restano troppe volte senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un essere umano esce di casa per andare a lavoro: per sostentare se stesso e la propria famiglia. La sera dovrebbe farvi ritorno sano e salvo. Questa dovrebbe essere la norma, ma spesso non &#232; cos&#236;, ecco perch&#233; &#8220;Morti Bianche&#8221;, &#232; una sorta di testamento senza beneficiari, anzi con familiari che restano troppe volte senza assistenza e in completa solitudine.    <br />Una volta si lavorava per vivere, ora per cercare di salvare la propria pelle.</p>
<div class="wlWriterSmartContent" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:54b1a200-f287-4d90-9065-2c26df024a8e" style="padding-right: 0px; display: inline; padding-left: 0px; padding-bottom: 0px; margin: 0px; padding-top: 0px">
<div id="dcfd79e7-605d-47cc-946f-c5281c6f8352" style="margin: 0px; padding: 0px; display: inline;">
<div><a href="http://www.youtube.com/watch?v=0ZCCMijF7Q4&amp;color1=11645361&amp;color2=13619151&amp;hl=en&amp;fs=1" target="_new" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.youtube.com');"><img src="http://www.dedrisproject.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/video3c7a8ac57af4.jpg" galleryimg="no" onload="var downlevelDiv = document.getElementById('dcfd79e7-605d-47cc-946f-c5281c6f8352'); downlevelDiv.innerHTML = &quot;&lt;div&gt;&lt;object width=\&quot;425\&quot; height=\&quot;355\&quot;&gt;&lt;param name=\&quot;movie\&quot; value=\&quot;http://www.youtube.com/v/0ZCCMijF7Q4&amp;color1=11645361&amp;color2=13619151&amp;hl=en&amp;fs=1\&quot;&gt;&lt;\/param&gt;&lt;param name=\&quot;wmode\&quot; value=\&quot;transparent\&quot;&gt;&lt;\/param&gt;&lt;embed src=\&quot;http://www.youtube.com/v/0ZCCMijF7Q4&amp;color1=11645361&amp;color2=13619151&amp;hl=en&amp;fs=1\&quot; type=\&quot;application/x-shockwave-flash\&quot; wmode=\&quot;transparent\&quot; width=\&quot;425\&quot; height=\&quot;355\&quot;&gt;&lt;\/embed&gt;&lt;\/object&gt;&lt;\/div&gt;&quot;;" alt=""/></a></div>
</div>
</div>
<p><a href="http://grillorama.beppegrillo.it/catalog/shopping_cart.php" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/grillorama.beppegrillo.it');">Compra il libro , il prezzo &#232; libero scegli tu il costo del libro</a></p>
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		<title>Licenza di Windows XP ULCPC su Eeepc</title>
		<link>http://www.dedrisproject.com/blog/licenza-di-windows-xp-ulcpc-su-eeepc/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Aug 2008 17:14:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa particolare licenza, l’ultima ancora commercializzata da Microsoft, permette ai produttori di pc low cost (Ultra Low Cost PC - ULCPC) di ottenere a prezzi scontati (dai 26 ai 32 dollari) il sistema operativo XP, a patto di rispettare certi limiti hardware   
Nei giorni scorsi, il blog tedesco EeePCnews.de aveva pubblicato una foto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa particolare licenza, l’ultima ancora commercializzata da Microsoft, permette ai produttori di pc low cost (Ultra Low Cost PC - ULCPC) di ottenere a prezzi scontati (dai 26 ai 32 dollari) il sistema operativo XP, a patto di rispettare certi limiti hardware <a href="http://www.dedrisproject.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/image1.png"><img style="border-right: 0px; border-top: 0px; border-left: 0px; border-bottom: 0px" height="313" alt="image" src="http://www.dedrisproject.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/image-thumb1.png" width="407" align="right" border="0"/></a>  </p>
<p>Nei giorni scorsi, il blog tedesco EeePCnews.de aveva pubblicato una foto dell’etichetta applicata su un EeeBox, la versione desktop dell’EeePC, dicendo che questo nuovo modello sarebbe stato il primo a “montare” una versione di XP con licenza ULCPC; la notizia è stata riportata anche su altri siti del settore ,ma si tratta di un errore. </p>
<p>In realtà è già utilizzata anche su altri modelli di EeePC, come il mio EeePC 1000H, arrivato dagli States, con una licenza, appunto, Windows XP ULCPC. </p>
<p>Da precisare che a livello software non c’è nessuna differenza tra questa versione di XP e quelle commercializzate fino a poco tempo fa.</p>
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		<title>Rumors : Asus Eeepc S101</title>
		<link>http://www.dedrisproject.com/blog/rumors-asus-eeepc-s101/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 13:37:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco qualche informazione sulle caratteristiche:

- Schermo da 10″ con LED backlight- Superficie Laccata- Colori: “Coffee Brown” e Bianco- Processore Intel Atom (dual-core?)- Nessun lettore DVD/CD- 32GB SSD ($699 - 453 euro circa)- 64GB SSD ($899 - 583 euro circa)- Spessore 2.2cm (MacBook Air 1.9cm)- Peso ~1kg (MacBook Air 1.3kg) 
&#160; 
Dall’immagine non si può vedere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ecco qualche informazione sulle caratteristiche:</strong></p>
<p><a href="http://www.eeepc.it/wp-content/uploads/2008/08/eeepc-s101.jpg" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.eeepc.it');"><img title="eeepc-s101" height="225" alt="EeePC S101" src="http://www.dedrisproject.com/blog/wp-content/imagescaler/5bbd16acfddc79e58f64eb1784beaf17.jpg" width="300" align="right" imagescaler="http://www.dedrisproject.com/blog/wp-content/imagescaler/5bbd16acfddc79e58f64eb1784beaf17.jpg" /></a></p>
<p>- Schermo da 10″ con LED backlight<br />- Superficie Laccata<br />- Colori: “Coffee Brown” e Bianco<br />- Processore Intel Atom (<em>dual-core?</em>)<br />- Nessun lettore DVD/CD<br />- 32GB SSD ($699 - 453 euro circa)<br />- 64GB SSD ($899 - 583 euro circa)<br />- Spessore 2.2cm (MacBook Air 1.9cm)<br />- Peso ~1kg (MacBook Air 1.3kg) </p>
<p><a href="http://www.eeepc.it/wp-content/uploads/2008/08/eeepc-s101.jpg" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.eeepc.it');"></a>&nbsp; </p>
<p>Dall’immagine non si può vedere molto, ma guardate le nuove finiture ed il design più elegante dei modelli precedenti; sempre che si tratti veramente dell’EeePC s101.</p>
<p>Fonte : eeepc.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Asus Eee Stick</title>
		<link>http://www.dedrisproject.com/blog/asus-eee-stick/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Aug 2008 13:35:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[EeeStick, il controller wireless per PC sviluppato appositamente per i giochi e le applicazioni multimediali. 
ecco in che modo Asus spiega “come si gioca” con l’EeeStick; il sistema di controllo è diviso in tre aree:
Modalità 3D: risponde e riproduce i movimenti lungo gli assi e riconosce la rotazione; ideale per i giochi sportivi, d’azione ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>EeeStick, il controller wireless per PC sviluppato appositamente per i giochi e le applicazioni multimediali.<a href="http://www.dedrisproject.com/blog/wp-content/uploads/2008/08/image.png"><img style="border-top-width: 0px; border-left-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-right-width: 0px" height="288" alt="image" src="http://www.dedrisproject.com/blog/wp-content/imagescaler/02780ef5b2747883f8910a513ed4d8ff.png" width="426" border="0" imagescaler="http://www.dedrisproject.com/blog/wp-content/imagescaler/02780ef5b2747883f8910a513ed4d8ff.png" /></a> </p>
<p>ecco in che modo Asus spiega “come si gioca” con l’EeeStick; il sistema di controllo è diviso in tre aree:</p>
<p><img alt="" hspace="0" src="http://www.asus.com/999/images/news/20080805/20080805-b-2.jpg" align="left" border="0"/><br /><strong>Modalità 3D:</strong> risponde e riproduce i movimenti lungo gli assi e riconosce la rotazione; ideale per i giochi sportivi, d’azione ed i così detti beat´em up.  </p>
<p>&nbsp; </p>
<p><img alt="" hspace="0" src="http://www.asus.com/999/images/news/20080805/20080805-b-3.jpg" align="left" border="0"/><br /><strong>Puntamento:</strong> ideale per sparatutto in prima persona e nella gestione delle armi.  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img alt="" hspace="0" src="http://www.asus.com/999/images/news/20080805/20080805-b-4.jpg" align="left" border="0"/><br />Tilt mode, <strong>Inclinazione:</strong> riproduce i movimenti avanti, indietro e laterale, ideale per i giochi di guida e di volo.  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="title-06">Le caratteristiche tecniche dell’EeeStick parlano di connettività wireless (frequenza di 2.4GHz, sarà da vedere come si comporterà con altri device wireless vicino) e batterie AA capaci di assicurare 3 giorni continui di utilizzo.</p>
<p>il tutto sembra riproporre per pc l&#8217;idea del controller Nintendo Wii </p>
<p>Fonte : eeepc.it</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Windows 8 , sar&#224; un browser HiTech</title>
		<link>http://www.dedrisproject.com/blog/windows-8-sar-un-browser-hitech/</link>
		<comments>http://www.dedrisproject.com/blog/windows-8-sar-un-browser-hitech/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 01 Aug 2008 21:05:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dedrisproject.com/blog/windows-8-sar-un-browser-hitech/</guid>
		<description><![CDATA[Mentre ancora si sta cercando di delineare per intero l&#8217;identità del successore di Windows Vista, noto con il nome in codice di Windows 7, il gossip hi-tech sta spostando la sua attenzione su un futuro ancora più lontano, quando Windows&#8230; non sarà più Windows: per lo meno, non quello che conosciamo oggi. Di questo misterioso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre ancora si sta cercando di delineare per intero l&#8217;identità del successore di Windows Vista, noto con il nome in codice di <em>Windows 7</em>, il gossip hi-tech sta spostando la sua attenzione su un futuro ancora più lontano, quando Windows&#8230; non sarà più Windows: per lo meno, non quello che conosciamo oggi. Di questo misterioso sistema operativo, oggi noto come <strong><em>Midori</em></strong>, si conosce ancora molto poco, ma qualche dettaglio in più lo ha fornito nei giorni scorsi <em><a href="http://www.sdtimes.com/MICROSOFT_S_PLANS_FOR_POST_WINDOWS_OS_REVEALED/About_CLOUDCOMPUTING_and_MOBILEDEVELOPMENT_and_NET_and_SOASAAS_and_SOFTWAREDEVELOPMENT_and_WINDOWS_and_MICROSOFT/32627" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.sdtimes.com');">SDTimes</a></em>, che è riuscito a mettere le mani su di un documento interno di <a href="http://www.microsoft.com" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.microsoft.com');">Microsoft</a>.<br />Le informazioni contenute nel documento confermano che Midori <strong>verrà sviluppato da zero</strong>, e taglierà ogni legame con l&#8217;attuale <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Architettura_Windows_NT" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/it.wikipedia.org');">architettura Windows NT</a>. Questo software <strong>implementerà probabilmente molti dei concetti alla base di Singularity</strong>, un sistema operativo sperimentale sviluppato in seno a <a href="http://research.microsoft.com/os/singularity/?0sr=a" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/research.microsoft.com');">Microsoft Reasearch</a> e presentato ufficialmente verso la fine del 2006. Come quest&#8217;ultimo, Midori si baserà su &#8220;codice gestito&#8221; (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Managed_code" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/en.wikipedia.org');">managed code</a>), ossia eseguito da un motore runtime all&#8217;interno di una macchina virtuale (così come quello dei linguaggi Java e C#), e adotterà probabilmente la tecnica <strong><em>Software Isolated Process</em></strong>, che garantisce un maggiore isolamento tra processi e, di conseguenza, un migliore livello di affidabilità dell&#8217;intero sistema.<br />Midori sarà in grado di girare direttamente su hardware nativo (x86, x64 e ARM), all&#8217;interno di una macchina virtuale creata con Hyper-V, o persino <strong>come processo di Windows</strong>: quest&#8217;ultima tecnica è simile a quella implementata dalla tecnologia Cooperative Linux (<a href="http://www.colinux.org/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.colinux.org');">coLinux</a>), che permette di far girare il kernel di Linux come un processo di Windows, garantendogli pieno accesso all&#8217;hardware (con diversi benefici in termini di performance). Le tecniche succitate dovrebbero poi consentire a Midori di far girare le attuali <strong>applicazioni Windows fianco a fianco con quelle native</strong>, assicurando così agli utenti - specie a quelli aziendali - un percorso di migrazione più agevole e &#8220;senza strappi&#8221;.<br />Il futuro Windows segnerà il passaggio dall&#8217;attuale e ormai datato approccio desktop-centrico ad un <strong>modello di computing più flessibile e moderno</strong>, incentrato sul web e sulle risorse distribuite: in un termine, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cloud_computing" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/it.wikipedia.org');">cloud computing</a>. Microsoft si prepara dunque a scenari d&#8217;utilizzo dei sistemi operativi molto differenti da quelli attuali, che prevedono l&#8217;uso sempre più massiccio di applicazioni, servizi e spazi di archiviazione dislocati su server remoti. Se oggi si accede a tali risorse principalmente per mezzo di un browser, in futuro <strong>sarà il sistema operativo stesso a fungere da interfaccia con il Web</strong>: la prima conseguenza è che le web application potranno essere utilizzate dagli utenti in modo del tutto simile alle tradizionali applicazioni desktop.<br />Aderendo in pieno alla filosofia del cloud computing, Midori estenderà le tradizionali tecnologie di gestione e trasferimento dei dati, come compressione, cifratura, replicazione, indicizzazione e ricerca, alle risorse distribuite: ciò consentirà agli utenti di utilizzare i dischi di storage su Internet alla stessa stregua di quelli locali, e questo senza ricorrere a software di terze parti.<br /><strong>L&#8217;architettura di Midori sarà di tipo asincrono</strong>, ottimizzata per l&#8217;utilizzo simultaneo di più risorse (sia locali che distribuite) e in grado di gestire dinamicamente le risorse di sistema (CPU, memoria, disco, rete ecc.) in base al carico di lavoro, alle priorità di utilizzo e altri criteri stabili dall&#8217;utente. <br />Per distribuire le applicazioni in modo più efficiente tra più core, processori o server, la futura piattaforma di BigM utilizzerà la cosiddetta <strong><em>Asynchronous Promise Architecture</em></strong>, capace di astrarre le caratteristiche delle macchine fisiche e dei processori: questa tecnologia permetterà anche agli sviluppatori di scrivere applicazioni maggiormente ottimizzate per l&#8217;esecuzione parallela e il multithreading.<br />Midori porterà poi a pieno compimento il percorso verso la <strong>modularizzazione del sistema operativo</strong> già intrapreso da Microsoft con Windows 7. La sua architettura sarà infatti progettata per essere <strong>divisa in componenti</strong>, massimizzando in questo modo flessibilità (gli utenti potranno installare solo i componenti a loro realmente necessari), le performance (ad ogni componente sarà possibile assegnare core o processori fisici differenti) e la sicurezza (ogni componente verrà eseguito all&#8217;interno di un ambiente protetto che lo isolerà dal resto del sistema operativo). <br />La modularizzazione di Midori inizierà dal suo kernel, che sarà <strong>diviso in due livelli separati</strong>: il primo, basato su di un&#8217;architettura a microkernel, avrà il compito di gestire le funzionalità di basso livello, come l&#8217;accesso all&#8217;hardware, l&#8217;assegnazione del tempo macchina a ciascun task e il risparmio energetico; il secondo si occuperà invece delle funzionalità di più alto livello, come la gestione di file e cartelle, il multimedia, l&#8217;esecuzione delle applicazioni ecc.<br />Per il momento Midori rimane un progetto di ricerca, e come tale <strong>privo di una roadmap definita</strong>. È pertanto probabile che la sua prima incarnazione non raggiungerà il mercato prima della metà del prossimo decennio.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Automobili , Autosorvegliate !!</title>
		<link>http://www.dedrisproject.com/blog/automobili-autosorvegliate/</link>
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		<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 13:40:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Webmaster</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Scoprire che ti hanno rubato l&#8217;auto non appena succede. Non male come prospettiva: ormai l&#8217;auto è andata, ma quanto meno si può avviare subito denuncia e ricerche del veicolo. E poi, magari, la polizia circonda l&#8217;isolato e ferma il ladro, come in un film! Si può fare o, per meglio dire, si potrà forse fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scoprire che ti hanno rubato l&#8217;auto non appena succede. Non male come prospettiva: ormai l&#8217;auto è andata, ma quanto meno si può avviare subito denuncia e ricerche del veicolo. E poi, magari, <strong>la polizia circonda l&#8217;isolato e ferma il ladro</strong>, come in un film! Si può fare o, per meglio dire, si potrà forse fare se l&#8217;invenzione del professor Sencun Zhu della <a href="http://www.psu.edu/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.psu.edu');">Penn State University</a> finirà per davvero nei paraurti e nelle centraline delle auto di tutto il mondo.<br />Niente antifurto satellitare o chiave a codice. O meglio, quelle ci potranno sempre essere, ma non saranno collegate a questo sistema: <strong>saranno le stesse auto a tenersi d&#8217;occhio a vicenda</strong>, salutandosi reciprocamente quando arrivano nel parcheggio e scambiandosi un <em>arrivederci</em> quando ripartono. E se un&#8217;auto sarà maleducata, allora vorrà dire che qualcuno la sta portando via abusivamente: ogni tentativo di forzarla causerà l&#8217;improvviso mutismo del veicolo coi suoi simili, che si attiveranno per dare l&#8217;allarme e <strong>spiegare agli umani che un&#8217;auto è stata trascinata via contro la sua volontà</strong>.<br />Nessuna complessa rete inter-auto sarà necessaria a svolgere questo compito. Basteranno semplici <strong>trasmettitori a bassa potenza</strong> e a corto raggio da infilare nei posti più impensabili, che comunicheranno con gli altri veicoli compresi nel raggio di una decina di metri. Bassa potenza significa anche bassi consumi, quindi con piccole batterie si potrà andare avanti per anni: magari, <a href="http://www.msnbc.msn.com/id/25922015/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.msnbc.msn.com');">suggerisce</a> Zhu, ci potrebbe essere un sensore <em>master</em> che venga alimentato direttamente dall&#8217;auto, e tanti piccoli sensori <em>slave</em> a pile nascosti ovunque. Non che questa possa diventare la soluzione definitiva per tutti gli usi: lasciare la macchina in un luogo di passaggio, magari con un antifurto meccanico in bella vista, un bell&#8217;antifurto immobilizer e magari pure in un parcheggio custodito e sorvegliato sono senz&#8217;altro deterrenti maggiori per un ladro. Tanto più che, ricordano i giornalisti d&#8217;oltreoceano, <strong>non sono necessariamente le auto più costose quelle più rubate</strong>, mentre vanno per la maggiore le utilitarie più diffuse, soprattutto in prospettiva smontaggio e rivendita dei pezzi.<br />A questo punto, ci si potrebbe pure prefiggere lo scopo di puntare ad una <em>luxury car</em>, magari <em>full optional</em>, per scoraggiare i ladri, in una sorta di psicologia inversa del taccheggio. E l&#8217;<a href="http://arstechnica.com/news.ars/post/20080729-microsoft-shifts-services-into-the-car-starts-with-live-search.html" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/arstechnica.com');">ultimo ritrovato</a> in fatto di comfort su quattro ruote è il <strong>motore di ricerca integrato nell&#8217;autoradio</strong> integrata nell&#8217;automobile. Ci ha pensato <strong>Microsoft</strong>, che da tempo sviluppa soluzioni embedded per le vetture prodotte da Ford negli USA e da <strong>Fiat</strong> in Italia (quest&#8217;ultima adotta il marchio <em>Blu&amp;Me</em> per contrassegnare i modelli Redmond Inside) e non solo.<br />Nelle più recenti release del pacchetto di sviluppo è contenuto infatti un modulo denominato <strong>LS4D</strong> (<a href="http://msdn.microsoft.com/en-us/library/cc510681.aspx" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/msdn.microsoft.com');">Live Search for Devices</a>), che permette al guidatore di interrogare il motore di ricerca di BigM per individuare il numero di telefono di privati e aziende direttamente su Internet. Oltre al numero, volendo il guidatore può anche ottenere un indirizzo da dare in pasto al navigatore, così da dirigersi immantinente verso casa di un amico o l&#8217;ufficio di un partner d&#8217;affari, e la richiesta può essere inoltrata sia <strong>digitando sullo schermo</strong> integrato nella plancia che attraverso più sicuri (ai fini della concentrazione sulla guida) <strong>comandi vocali</strong>.<br />Microsoft ha così iniziato ad allargare oltre il confine di musica, navigazione GPS e computer di bordo, le attività che si possono svolgere mentre si è in viaggio in macchina. Il tutto, però, non prescinde dalla <strong>disponibilità di connessione ad Internet</strong> in auto: un capitolo, questo, che come è noto pone non pochi problemi di <strong>costi</strong> e <a href="http://punto-informatico.it/2352379/Telefonia/News/tariffe-iphone-tim-ci-ripensa.aspx" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/punto-informatico.it');">tariffe</a> per chi naviga in mobilità.</p>
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