Creare un blog web 2.0 con RSS

Posted by Webmaster on August 18th, 2008

Nel corso degli ultimi anni il mondo del Web 2.0 ha visto consolidarsi alcune tendenze che, ormai, costituiscono uno standard di fatto per quanto riguarda la progettazione di sistemi di comunicazione efficace on-line. Tra queste tendenze se ne segnalano alcune che, se pur basate su prerogative essenzialmente tecnologiche, hanno dei risvolti editoriali di grande impatto sul mondo della comunicazione via web.

Tendenze in atto

Innanzitutto il passaggio dai siti statici istituzionali ai blog aggiornati con frequenza con contenuti che provengono dal basso costituisce una realtà affermata ormai a livello mondiale. Grazie alla possibilità di utilizzare piattaforme di pubblicazione per blog - quasi sempre gratuite – di semplice utilizzo chiunque è in grado di mettere in piedi un blog che, con gli opportuni accorgimenti, può ottenere grande risonanza. In questo ambito, è indubbio come Wordpress sia da considerarsi come la piattaforma open source di blogging che meglio riesce a interpretare le emergenti necessità dei blogger e del Web 2.0.

In secondo luogo, lo sviluppo di una forma di sindacazione dei contenuti come gli RSS (o altri standard simili basati su XML) ha introdotto l’idea che il contenuto sia indipendente dalla sua forma di visualizzazione. Oggi, grazie agli RSS, è infatti possibile generare contenuti che possono essere ripresi, ri-vestiti e ripubblicati in svariate altre forme. Allo stesso modo, oltre a poter pubblicare contenuti distribuibili in modalità ben diverse da quelle del classico sito o portale, è diventato uso comune il riutilizzo di contenuti individuati in altre fonti all’interno dei propri progetti di comunicazione on-line.

Per finire, l’emergere di modelli di business legati a iniziative editoriali on-line basate sulla riduzione di costi (e sforzi) redazionali, sulla constatazione che ottimi contenuti sono già disponibili on-line e su una raccolta pubblicitaria ancora di matrice tradizionale in cui il numero di accessi è proporzionale alle entrate pubblicitarie, porta a sperimentare metodologie di progettazione per i blog di stampo non tradizionale.

Soluzioni tecniche ed editoriali

Sintetizzando questi tre aspetti, con la finalità di elaborare soluzioni tecnologiche che permettano di mettere in piedi progetti editoriali in linea con le tendenze evidenziate, sono stati recentemente sviluppati dei sistemi basati su plugin di Wordpress pensati per "ripubblicare" automaticamente post già realizzati da altre persone.

Ovviamente chiunque abbia mai messo le mani su un blog ben saprà come tutte le piattaforme consentano di pubblicare feed RSS in diverse modalità e come esistano numerosi plug-in pensati appositamente per gestire al meglio queste fonti di informazione. Tuttavia esistono soluzioni più specifiche che permettono di importare in maniera automatica i post pubblicati anche come RSS e aggiungerli al database di un blog realizzato in Wordpress in modo da popolare il blog in tempo reale senza dover impegnarsi in alcuna attività redazionale.

Tra le varie soluzioni disponibili, il plugin Wp-o-matic costituisce un punto di riferimento significativo per chiunque voglia realizzare un blog con contenuti autogenerati.

Wp-o-matic

Dal punto di vista tecnico, Wp-o-matic non presenta alcuna difficoltà di installazione o gestione delle funzionalità abilitate.

L’installazione, così come qualsiasi altro plug-in per Wordpress, avviene copiando via FTP la cartella di Wp-o-matic all’interno della cartella dei plugin presente nell’installazione su server di Wordpress. Una volta copiati i file, basterà attivare Wp-o-matic selezionando l’apposito controllo nel menu Plugin del nostro blog e, successivamente, passare alla configurazione del servizio.

Dopo aver attivato il plugin, comparirà un messaggio cliccabile nella pagina di amministrazionefeed2 del blog che porta alla pagina di configurazione. Tale pagina sarà poi resa sempre disponibile sotto il menu Opzioni nel sottomenu WP-o-Matic. Dopo aver superato la schermata con le configurazioni tecniche di base del programma (per rendere totalmente automatica l’importazione dei post l’unica difficoltà riscontrabile consiste nell’impostare un "cron job" con intervallo temporale predefinito che si occupa di leggere e aggiungere al database di progetto i post esterni senza interventi manuali, funzionalità per altro non indispensabile) possiamo impostare le fonti e definire i criteri di elaborazione delle informazioni.

 

Wp-o-matic prevede l’impostazione di campagne multiple, dove per campagna si intende un flusso di post che vengono letti da una o più fonti RSS e importati applicandovi alcuni attributi propri del nostro blog quale il nome dell’autore da cui risulterà essere stato scritto il post, la categoria del blog all’interno della quale saranno inseriti e altri parametri più di dettaglio.

Per selezionare fonti RSS non dobbiamo fare altro che individuare gli indirizzi che puntano al file XML del servizio editoriale on-line del quale vogliamo utilizzare i contenuti e inserirlo in una delle righe a disposizione nel pannello Feeds. Il sistema verifica automaticamente se il feed è stato correttamente interpretato dal sistema, evento segnalato da un simbolo grafico verde. Qualora il feed non venisse riconosciuto, si può tentare un passaggio intermedio attraverso servizi dedicati come Feedburner che, solitamente, è perfettamente in grado di leggere tutti i feed presenti on-line e di trasformarli in feed standard facilmente leggibili da Wp-o-matic.

Passando poi al pannello Categories abbiamo accesso alla configurazione del "punto di collocazione" dei feed impostati per quella campagna. Per intenderci, se vogliamo realizzare un blog con 10 categorie distinte che trattano di diversi temi, possiamo impostare 10 campagne che prelevano da fonti indipendenti tra loro i contenuti e li archiviano in una specifica categoria a seconda delle impostazioni indicate in questa fase.

Altrettanto importante è definire le opzioni del menu Options dove, per esempio, possiamo scegliere se utilizzare la data di importazione per i feed o mantenere quella dei feed originali, quale, tra quelli già registrati, sarà l’autore del nostro blog a cui vengono attributi i post importati e ogni quanto tempo effettuare la verifica cronologica degli aggiornamenti.

feed1Come emerge da questa prima rapida analisi delle sue funzionalità, si tratta di un plug-in altamente configurabile e che costituisce un prodotto maturo e solidamente strutturato per automatizzare la pubblicazione delle notizie di un blog e realizzare servizi a valore aggiunto come, per esempio, rassegne stampa on-line attraverso Google News. Qualora, infatti, si riuscissero a reperire feed che per argomento sono in linea con le nostre finalità editoriali, si disporrebbe di un valido strumento di generazione di contenuti.

Nel caso poi si volessero personalizzare ulteriormente i feed RSS disponibili on-line, si potrebbe, per esempio, passare per soluzioni intermedie come il potentissimo Yahoo Pipes che consente di modellare con estrema versatilità i feed RSS presenti in rete in modo da estrarne, aggregarne e rielaborarne i contenuti secondo le regole da noi impostate. 

Prima di lanciarsi nella realizzazione di blog autogenerati, occorre però fare molta attenzione ad alcuni aspetti legali. Al contrario di quanto si potrebbe pensare, non è sufficiente la pubblicazione di contenuti attraverso la modalità degli RSS per permetterne la ripubblicazione su altri progetti in maniera così completa come avviene con wp-o-matic. Ogni progetto editoriale prevede infatti regole che vanno osservate nel momento in cui si decide di sindacarne i contenuti. Come si vede, per esempio, dalla nota pubblicata nella pagina degli RSS di ANSA, potrebbero esistere dei limiti legati all’utilizzo commerciale dei feed in altri progetti. Per concludere, va sempre ricordato come un sistema automatico di questo tipo non permetta di controllare direttamente cosa sarà pubblicato sul nostro blog, di conseguenza è bene scegliere accuratamente le fonti e monitorare con continuità i contenuti presenti.

Tutorial - Creare un Feed RSS

Posted by Webmaster on August 18th, 2008

La prima risposta è quella classica dei maniaci del codice a mano: basta il Blocco Note. Giusto. RSS è in fondo un formato testuale, ma non è certamente la strategia più efficace.

La produzione di un feed, infatti, è sempre collegata ad un sistema di gestione dei contenuti, anche il più semplice, e con esso deve integrarsi. Prendete come esempio lo stesso HTML.it. Ogni giorno pubblica articoli e tutorial, arricchisce le diverse sezioni del sito, ci fornisce le ultime notizie del settore. Oltre che attraverso le pagine di questo sito, alcuni di questi contenuti vengono automaticamente distribuiti tramite i feed RSS.

Per rispondere a criteri di efficienza, il processo di pubblicazione e distribuzione dovrebbe rispondere ad una serie di requisiti minimi:

  • essere automatico
  • fornire sempre la versione più aggiornata di quanto viene pubblicato sul sito
  • dotare il feed di metadati essenziali ma significativi

Detto questo, ho pensato di elaborare alcuni scenari possibili. Per ciascuno saranno fornite indicazioni su strumenti e soluzioni da adottare. Torneremo con altri articoli sull’analisi dettagliata di alcune di esse.

Il blogger

Marco è un appassionato di programmazione e tecnica web. Vuole mettere su un weblog personale con l’idea di farlo diventare una e-zine aggiornata quotidianamente con news e approfondimenti. Essendo un po’ fanatico delle ultime novità del web publishing, non vuole in alcun modo rinunciare ad un feed RSS per il proprio sito. Perché?

  1. Per consentirne la lettura con i news aggregator
  2. Per poter facilmente distribuire le news su altri siti

Il sistema che cerca dovrebbe essere facilmente personalizzabile (a partire dal layout), semplice da gestire, con buone funzioni di archiviazione. Il feed RSS dovrebbe essere prodotto e aggiornato automaticamente, al momento stesso in cui clicca sul pulsante "Pubblica" del suo software.

La scelta è difficile solo per l’ampiezza dell’offerta. I due prodotti più popolari e potenti sono comunque Radio Userland e Movable Type. Diversi sotto molti aspetti, ma senz’altro lo stato dell’arte in questo ambito particolare. Hanno tutto quello di cui Marco ha bisogno. Il primo è distribuito in Italia da Evectors, il secondo è alla base della piattaforma di Clarence Blog. Ci sarebbero anche i prodotti di Pyra Labs - Google, quelli della famiglia Blogger. Ma la produzione automatica di feed RSS è ancora in fase di beta testing e solo per la versione Pro (a pagamento). Per ora, non se ne fa niente.

Le alternative alla coppia Radio - MT sono molte e spesso valide. Alcuni sono gratuiti, altri no. Alcuni offrono lo spazio su cui pubblicare, menter altri richiedono un proprio server. Mi limito a citare Pivot, LiveJournal, Greymatter. Il nostro Marco rischia di perdere la testa tra tante opzioni? No. Si possono trovare delle tabelle comparative, il consiglio è quello di andare comunque a verificare i requisiti tecnici e le caratteristiche direttamente sui siti dei produttori.

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Cambiare i DNS per evitare i blocchi dei siti internet

Posted by Webmaster on August 12th, 2008

ecco gli ip dei DNS liberi , senza  blocchi senza censure per un internet libero

DNS PRIMARIO :     208.67.222.222
DNS SECONDARIO : 208.67.220.220

Pirate Bay : Oscurato in Italia

Posted by Webmaster on August 12th, 2008

Mentre l’opinione pubblica e tutta spostata per la questione delle olimpiadi in Cina, in italia, si sta operando per l’ennesima operazione di censura ai danni della rete.

Dopo i siti di scommesse è i presuti siti di materiale pedopornografico (il sito del love boy day, non conteneva quel genere di materiali, rendendo per tanto il blocco illegale), adesso tocca ai siti che fanno tracking dei torrent. Nel caspo specifico, come da titolo, Pirate Bay, risulta inaccessibile da quasi tutti gli ISP italiani. Infatti dopo aver fatto capitolare Colombo-bt cercando di far tacere tutto, hanno impostato il blocco contro la baia dei pirati.

Le informazioni sono ancora poco dettagliate. Si dice che il GIP della polizia di bergamo abbia mandato un fax verso tutti gli ISP italiani per oscurare l’accesso a Pirate Bay. Putroppo non ho ancora trovato una copia del fax in questione quindi la cosa va presa con le pinze.
Però una cosa che si può tranquillamente riscontare è che il livello di censura varia a seconda del fornitore di servizi internet. C’è chi blocca a livello DNS l’accesso al sito, mentre altri arrivano ad oscurare l’indirizzo IP, rendendo inutile l’utilizzo di DNS alternativi.

Ovviamente la baia, non sta ha guardare: Oltre ad aver cambiato l’indirizzo IP del propio sito, hanno fatto un domino esclusivo per gli italiani, ovvero labaia.org. C’è da fare presente che Pirate bay, non è solo un sito per il bittorrent, ma ha anche due servizi gratuiti e senza censure, come bayimg e baywords. Attulmente solo il primo nominato risulta inaccessibile. Non vi dico il classico “usate OpenDNS” e affini, perchè molti altri hanno già detto questo. La cosa grave è come l’italia cerchi di addottare la censura contro internet per l’ennesima volta. Chi sà se LastKnight ne parlerà  Comunque è bello sapere, che ci considerano uno stato fascista, poi se è vero che il Gip è quello di bergamo, sono doppiamente “felice” perchè almeno non perdono il tempo con chi ha la coda di paglia inzuppato di benzina!

PICCOLA NOTA DELLE 14:05:
Lastknight si è pronuciato sulla vicenda. Le sue parole suonano strano dopo quello che ha combinato.

Fonti:
Downloadblog sull’argomento
p2pforum, dove è iniziata la disccusione
Un Blog dove parla della questione
Un’altro forum, dove spiega anche come usare OpenDNS
Il Blog della baia, che da la notizia, “Fascist state censors Pirate Bay”
Qualcuno che ha notato la cosa il giorno prima

Morti Bianche , il nuovo libro di Beppe Grillo

Posted by Webmaster on August 12th, 2008

Un essere umano esce di casa per andare a lavoro: per sostentare se stesso e la propria famiglia. La sera dovrebbe farvi ritorno sano e salvo. Questa dovrebbe essere la norma, ma spesso non è così, ecco perché “Morti Bianche”, è una sorta di testamento senza beneficiari, anzi con familiari che restano troppe volte senza assistenza e in completa solitudine.
Una volta si lavorava per vivere, ora per cercare di salvare la propria pelle.

Compra il libro , il prezzo è libero scegli tu il costo del libro

Licenza di Windows XP ULCPC su Eeepc

Posted by Webmaster on August 11th, 2008

Questa particolare licenza, l’ultima ancora commercializzata da Microsoft, permette ai produttori di pc low cost (Ultra Low Cost PC - ULCPC) di ottenere a prezzi scontati (dai 26 ai 32 dollari) il sistema operativo XP, a patto di rispettare certi limiti hardware image

Nei giorni scorsi, il blog tedesco EeePCnews.de aveva pubblicato una foto dell’etichetta applicata su un EeeBox, la versione desktop dell’EeePC, dicendo che questo nuovo modello sarebbe stato il primo a “montare” una versione di XP con licenza ULCPC; la notizia è stata riportata anche su altri siti del settore ,ma si tratta di un errore.

In realtà è già utilizzata anche su altri modelli di EeePC, come il mio EeePC 1000H, arrivato dagli States, con una licenza, appunto, Windows XP ULCPC.

Da precisare che a livello software non c’è nessuna differenza tra questa versione di XP e quelle commercializzate fino a poco tempo fa.

Rumors : Asus Eeepc S101

Posted by Webmaster on August 7th, 2008

Ecco qualche informazione sulle caratteristiche:

EeePC S101

- Schermo da 10″ con LED backlight
- Superficie Laccata
- Colori: “Coffee Brown” e Bianco
- Processore Intel Atom (dual-core?)
- Nessun lettore DVD/CD
- 32GB SSD ($699 - 453 euro circa)
- 64GB SSD ($899 - 583 euro circa)
- Spessore 2.2cm (MacBook Air 1.9cm)
- Peso ~1kg (MacBook Air 1.3kg)

 

Dall’immagine non si può vedere molto, ma guardate le nuove finiture ed il design più elegante dei modelli precedenti; sempre che si tratti veramente dell’EeePC s101.

Fonte : eeepc.it

Asus Eee Stick

Posted by Webmaster on August 7th, 2008

EeeStick, il controller wireless per PC sviluppato appositamente per i giochi e le applicazioni multimediali.image

ecco in che modo Asus spiega “come si gioca” con l’EeeStick; il sistema di controllo è diviso in tre aree:


Modalità 3D: risponde e riproduce i movimenti lungo gli assi e riconosce la rotazione; ideale per i giochi sportivi, d’azione ed i così detti beat´em up.

 


Puntamento: ideale per sparatutto in prima persona e nella gestione delle armi.

 

 


Tilt mode, Inclinazione: riproduce i movimenti avanti, indietro e laterale, ideale per i giochi di guida e di volo.

 

Le caratteristiche tecniche dell’EeeStick parlano di connettività wireless (frequenza di 2.4GHz, sarà da vedere come si comporterà con altri device wireless vicino) e batterie AA capaci di assicurare 3 giorni continui di utilizzo.

il tutto sembra riproporre per pc l’idea del controller Nintendo Wii

Fonte : eeepc.it

Windows 8 , sarà un browser HiTech

Posted by Webmaster on August 1st, 2008

Mentre ancora si sta cercando di delineare per intero l’identità del successore di Windows Vista, noto con il nome in codice di Windows 7, il gossip hi-tech sta spostando la sua attenzione su un futuro ancora più lontano, quando Windows… non sarà più Windows: per lo meno, non quello che conosciamo oggi. Di questo misterioso sistema operativo, oggi noto come Midori, si conosce ancora molto poco, ma qualche dettaglio in più lo ha fornito nei giorni scorsi SDTimes, che è riuscito a mettere le mani su di un documento interno di Microsoft.
Le informazioni contenute nel documento confermano che Midori verrà sviluppato da zero, e taglierà ogni legame con l’attuale architettura Windows NT. Questo software implementerà probabilmente molti dei concetti alla base di Singularity, un sistema operativo sperimentale sviluppato in seno a Microsoft Reasearch e presentato ufficialmente verso la fine del 2006. Come quest’ultimo, Midori si baserà su “codice gestito” (managed code), ossia eseguito da un motore runtime all’interno di una macchina virtuale (così come quello dei linguaggi Java e C#), e adotterà probabilmente la tecnica Software Isolated Process, che garantisce un maggiore isolamento tra processi e, di conseguenza, un migliore livello di affidabilità dell’intero sistema.
Midori sarà in grado di girare direttamente su hardware nativo (x86, x64 e ARM), all’interno di una macchina virtuale creata con Hyper-V, o persino come processo di Windows: quest’ultima tecnica è simile a quella implementata dalla tecnologia Cooperative Linux (coLinux), che permette di far girare il kernel di Linux come un processo di Windows, garantendogli pieno accesso all’hardware (con diversi benefici in termini di performance). Le tecniche succitate dovrebbero poi consentire a Midori di far girare le attuali applicazioni Windows fianco a fianco con quelle native, assicurando così agli utenti - specie a quelli aziendali - un percorso di migrazione più agevole e “senza strappi”.
Il futuro Windows segnerà il passaggio dall’attuale e ormai datato approccio desktop-centrico ad un modello di computing più flessibile e moderno, incentrato sul web e sulle risorse distribuite: in un termine, cloud computing. Microsoft si prepara dunque a scenari d’utilizzo dei sistemi operativi molto differenti da quelli attuali, che prevedono l’uso sempre più massiccio di applicazioni, servizi e spazi di archiviazione dislocati su server remoti. Se oggi si accede a tali risorse principalmente per mezzo di un browser, in futuro sarà il sistema operativo stesso a fungere da interfaccia con il Web: la prima conseguenza è che le web application potranno essere utilizzate dagli utenti in modo del tutto simile alle tradizionali applicazioni desktop.
Aderendo in pieno alla filosofia del cloud computing, Midori estenderà le tradizionali tecnologie di gestione e trasferimento dei dati, come compressione, cifratura, replicazione, indicizzazione e ricerca, alle risorse distribuite: ciò consentirà agli utenti di utilizzare i dischi di storage su Internet alla stessa stregua di quelli locali, e questo senza ricorrere a software di terze parti.
L’architettura di Midori sarà di tipo asincrono, ottimizzata per l’utilizzo simultaneo di più risorse (sia locali che distribuite) e in grado di gestire dinamicamente le risorse di sistema (CPU, memoria, disco, rete ecc.) in base al carico di lavoro, alle priorità di utilizzo e altri criteri stabili dall’utente.
Per distribuire le applicazioni in modo più efficiente tra più core, processori o server, la futura piattaforma di BigM utilizzerà la cosiddetta Asynchronous Promise Architecture, capace di astrarre le caratteristiche delle macchine fisiche e dei processori: questa tecnologia permetterà anche agli sviluppatori di scrivere applicazioni maggiormente ottimizzate per l’esecuzione parallela e il multithreading.
Midori porterà poi a pieno compimento il percorso verso la modularizzazione del sistema operativo già intrapreso da Microsoft con Windows 7. La sua architettura sarà infatti progettata per essere divisa in componenti, massimizzando in questo modo flessibilità (gli utenti potranno installare solo i componenti a loro realmente necessari), le performance (ad ogni componente sarà possibile assegnare core o processori fisici differenti) e la sicurezza (ogni componente verrà eseguito all’interno di un ambiente protetto che lo isolerà dal resto del sistema operativo).
La modularizzazione di Midori inizierà dal suo kernel, che sarà diviso in due livelli separati: il primo, basato su di un’architettura a microkernel, avrà il compito di gestire le funzionalità di basso livello, come l’accesso all’hardware, l’assegnazione del tempo macchina a ciascun task e il risparmio energetico; il secondo si occuperà invece delle funzionalità di più alto livello, come la gestione di file e cartelle, il multimedia, l’esecuzione delle applicazioni ecc.
Per il momento Midori rimane un progetto di ricerca, e come tale privo di una roadmap definita. È pertanto probabile che la sua prima incarnazione non raggiungerà il mercato prima della metà del prossimo decennio.

Automobili , Autosorvegliate !!

Posted by Webmaster on July 31st, 2008

Scoprire che ti hanno rubato l’auto non appena succede. Non male come prospettiva: ormai l’auto è andata, ma quanto meno si può avviare subito denuncia e ricerche del veicolo. E poi, magari, la polizia circonda l’isolato e ferma il ladro, come in un film! Si può fare o, per meglio dire, si potrà forse fare se l’invenzione del professor Sencun Zhu della Penn State University finirà per davvero nei paraurti e nelle centraline delle auto di tutto il mondo.
Niente antifurto satellitare o chiave a codice. O meglio, quelle ci potranno sempre essere, ma non saranno collegate a questo sistema: saranno le stesse auto a tenersi d’occhio a vicenda, salutandosi reciprocamente quando arrivano nel parcheggio e scambiandosi un arrivederci quando ripartono. E se un’auto sarà maleducata, allora vorrà dire che qualcuno la sta portando via abusivamente: ogni tentativo di forzarla causerà l’improvviso mutismo del veicolo coi suoi simili, che si attiveranno per dare l’allarme e spiegare agli umani che un’auto è stata trascinata via contro la sua volontà.
Nessuna complessa rete inter-auto sarà necessaria a svolgere questo compito. Basteranno semplici trasmettitori a bassa potenza e a corto raggio da infilare nei posti più impensabili, che comunicheranno con gli altri veicoli compresi nel raggio di una decina di metri. Bassa potenza significa anche bassi consumi, quindi con piccole batterie si potrà andare avanti per anni: magari, suggerisce Zhu, ci potrebbe essere un sensore master che venga alimentato direttamente dall’auto, e tanti piccoli sensori slave a pile nascosti ovunque. Non che questa possa diventare la soluzione definitiva per tutti gli usi: lasciare la macchina in un luogo di passaggio, magari con un antifurto meccanico in bella vista, un bell’antifurto immobilizer e magari pure in un parcheggio custodito e sorvegliato sono senz’altro deterrenti maggiori per un ladro. Tanto più che, ricordano i giornalisti d’oltreoceano, non sono necessariamente le auto più costose quelle più rubate, mentre vanno per la maggiore le utilitarie più diffuse, soprattutto in prospettiva smontaggio e rivendita dei pezzi.
A questo punto, ci si potrebbe pure prefiggere lo scopo di puntare ad una luxury car, magari full optional, per scoraggiare i ladri, in una sorta di psicologia inversa del taccheggio. E l’ultimo ritrovato in fatto di comfort su quattro ruote è il motore di ricerca integrato nell’autoradio integrata nell’automobile. Ci ha pensato Microsoft, che da tempo sviluppa soluzioni embedded per le vetture prodotte da Ford negli USA e da Fiat in Italia (quest’ultima adotta il marchio Blu&Me per contrassegnare i modelli Redmond Inside) e non solo.
Nelle più recenti release del pacchetto di sviluppo è contenuto infatti un modulo denominato LS4D (Live Search for Devices), che permette al guidatore di interrogare il motore di ricerca di BigM per individuare il numero di telefono di privati e aziende direttamente su Internet. Oltre al numero, volendo il guidatore può anche ottenere un indirizzo da dare in pasto al navigatore, così da dirigersi immantinente verso casa di un amico o l’ufficio di un partner d’affari, e la richiesta può essere inoltrata sia digitando sullo schermo integrato nella plancia che attraverso più sicuri (ai fini della concentrazione sulla guida) comandi vocali.
Microsoft ha così iniziato ad allargare oltre il confine di musica, navigazione GPS e computer di bordo, le attività che si possono svolgere mentre si è in viaggio in macchina. Il tutto, però, non prescinde dalla disponibilità di connessione ad Internet in auto: un capitolo, questo, che come è noto pone non pochi problemi di costi e tariffe per chi naviga in mobilità.


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